Ritrovo Beniamino, frequentato da bambino quando la sua mamma

Giancarla, amica della mia, Rosita, ci portava in piscina rapendoci all’estate agreste della nonna Maria.
I pomeriggi nella canicola estiva a tuffarci in quel di Vermezzo (bella come le Maldive agli occhi di noi tra i 6 e gli 8 anni) erano una vacanza al quadrato.
Dopo una buona dose di anni non proprio trascurabili (amori, figli, carriere) eccoci nel salotto di un Beniamino adulto, in una bella casa – zona Parco Solari – che, pur in piena città, ha balconi pieni di piante che guardano facciate piene di verde. Incantevole claustrum che solo certe vie private di Milano sanno celare. Giò Ponti a progettare aiuta.
Ci vediamo alle 7 era il titolo della serata (anche il copy ha la sua importanza in un salotto milanese) per parlare di Cina, autocrazie, economia.
Una ventina di invitati, bollicine, lasagne, ciliegie e Claudio d’Agostino, relatore generoso e colto , per oltre vent’anni residente a Shangai, che ci racconta della grande potenza della Repubblica Popolare, della crisi demografica (un paese che invecchia e non fa più figli nonostante l’abolizione recente della legge del figlio unico), dei costi degli alloggi e delle scuole private, della differenza e tensione tra borghesia delle coste e contadini/operai delle grandi terre interne. Dei limiti alla libertà individuale, della violenza del lock down.
Mi rimangono, della serata (non me ne voglia il sofisticato relatore) alcuni pensieri non perfettamente centrati:
- Il crollo di un mito: alle signore cinesi il risotto fa schifo (non ci avevano raccontato nel 2013 del successo straordinario del riso Gallo condito con funghi o zafferano per cui i cinesi facevano la coda?)
- il pensiero che la democrazia è inefficiente in paesi troppo grandi (la Cina, la Russia …) ma mi è davvero molto più simpatica delle alternative oggi sul mercato.
- che la cosmetica per i capelli è nell’air du temp e non solo una mania delle mie nipoti Cate e Rosa, se è vero che una simpatica ospite della serata, graziosa e ironica imprenditrice di Parabiago alla terza generazione , esporta le sue maschere per chiome sfibrate in tutto il mondo
E che il piacere di ricevere, confrontarsi, ritrovarsi , ha un che di genetico, che la capacità di tenere in vita legami lontani, fili di collegamento remoti è un’arte fine e preziosa.
Rosita e Giancarla sarebbero contente. Thanks Beniamino.

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