Summer Time. Con un po’ di malinconia

C’è aria di estate in città.

E non solo perché di giorno ci sono 38 gradi e di notte temporali come a Miami.

Il pilates già dirada le lezioni (le sciure sono già tutte al mare e sono partite con il tappetino e il link per la lezione on line), trovare una pedicure senza largo anticipo è impossibile, in ufficio cominci a dire che “quella roba la vediamo bene a settembre”.

I compiti delle vacanze, ignorati fino a metà luglio, allungano un’ombra minacciosa. Fede comincia ad avere un pelo di ansia.

Alcuni colleghi hanno dato le dimissioni e si aggirano leggeri per i corridoi, trepidi di leopardiane aspettative. Si godano questi momento sparkling. Tra sei mesi li rincontreremo un po’ grigetti come noi, disillusi il giusto, a scoprire che anche il giardino più verde, visto da vicino assomiglia al nostro. Ma per il momento quell’aria allegra e gonfia di aspettative un po’ la invidiamo. E la nostra saggezza ci dà magra consolazione.

Ti arrivano le newsletter dei tuoi marchi preferiti con mocassini autunnali e gonne in tweed. E ancora devi spalmarti la protezione solare.

Il traffico è diminuito. Al sabato in centro ci sono solo stranieri. La tua pasticceria fa solo le brioche per i bar al mattino e chiude al pomeriggio. La Nico ti chiede in prestito una valigia e annuncia vacanze più lunghe delle tue. Non compri più niente da mangiare e decidi che devi cucinare solo roba scongelata dal freezer. Non hai neanche ancora assaggiato i bastoncini Findus (in frigo dal neolitico “in caso di emergenza”) che già vorresti andare al mercato di via Calvi a comprare solo cose che non si possono conservare.

Avevi giurato che saresti arrivata al bikini con 3 chili in meno e non è successo. Hai 3 giorni e non vale neanche più la pena di provarci.

Quest’anno i nostri genitori, sfiancati da un caldo torrido, si sentono più fragili dello scorso anno. In compenso i figli sono un po’ troppo grandi e meno teneri di quanto ti paressero solo l’anno scorso.

Ti eri ripromessa di leggere la guida dei luoghi che avresti visitato e hai giusto sfogliato i primi due capitoli. Giuri che leggerai il resto sulla nave da Bari a Durazzo. Scopri per altro che dell’Albania non sai niente, ma è colpa tua: questo luogo è sconosciuto e selvaggio solo per te. A Saranda incontrerai almeno tre colleghi tuoi e due della tua amica Patri (forse li incontriamo già sul traghetto) e qualche altro migliaio di turisti. Addio animali selvatici e guerrieri ottomani. In compenso con 15 euro (costo di un tiramisù all’Elba) contiamo di fare pasto completo.

Hai pochi giorni per scaricare sul Kindle tutti i libri che avevi pensato di leggere questa estate (dovrebbe durare sei mesi l’estate per leggere tutto quanto avevi immaginato).

Fai aperitivo con le amiche per salutarle (grazie al cielo, una scusa per vederci) e darti appuntamento ad un settembre che pare l’inizio di una nuova era. Saremo più toniche, più abbronzate, più colte, più divertenti per sorridere e toglierci quel filo di malinconia che, non so come mai, quest’anno aleggia un poco su questo finire di luglio. L’estate, tempo sospeso. Era meglio sognarla quando era marzo. Buone vacanze!

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