Il compleanno della Simo

Nel mese di maggio tutte le colleghe e le amiche si sono messe a dieta. E sono anche dimagrite, le infingarde.

Sonia fa la dieta dell’astronauta

Lara mangia uno Jocca alle 11,45 e poi tira fino a sera.

Patrizia porta in ufficio la schiscetta preparata, pesata, valutata a casa.

L’area manager che solo tre settimane fa era adorato perché portava in ufficio brioches per tutti, ora è guardato con sospetto, evitato come il tentatore nel deserto.

Al dispenser in buvette vanno a ruba acqua naturale e coca zero. Noccioline e Loacker?  slow mover.

Dunque io, con spirito di emulazione e dopo una clothing in cui non mi piaceva niente per colpa del pannicolo adiposo impropriamente depositato sul mio giro vita durante l’inverno, venerdì mi sono messa a stecchetto. No pane no pasta no vino.

Senonché maggio è una infilata di compleanni (il mio compreso) per cui mi domando come mai questa idea slim non mi sia venuta ad aprile.

Parte la Simo, con il suo compleanno. Ma io sono solo al terzo giorno di mortificazione alimentare. Motivata come un eremita paleocristiano, non mi farò tentare da niente.

Mi preparo a dribblare pop corn caramellati e marshmallow  alla griglia, panna montata e bevande gasate.

Per fortuna il party non è alla Cascina Cuccagna, dove il tagliere di salumi è una commodity, ma a Palazzo Parigi. Le calorie lì non le fanno neanche entrare. Espulse dalla porta girevole se solo osano affacciarsi alla lobby. Gli snack sono costituiti da carotine croccanti e foglie verdine di una sorta di belga minuscola e arricciata. Il rumore sotto i denti simula il sound delle Pringles. Almeno il senso dell’udito è appagato.

Le acque hanno bottiglie sofisticate e si mimetizzano bene tra le bollicine e il vino bianco. Si può bere acqua senza doversi giustificare.

L’opzione Ozempic, farmaco di gran moda nella Milano snella, per me rimane sul tavolo delle risoluzioni miracolose ma inquietanti (Barbara, se è troppo facile, forse c’è un prezzo sconosciuto da pagare. Timeo Danaos et dona ferentes).

Le convitate? Solo femmine. Riunite in una gustosa macedonia di amiche di sempre, di compagne di università, di mamme conosciute a scuola e rimaste nella rete amorosa anche se i figli hanno preso strade diverse, di donne in sintonia trovate durante progetti di lavoro.

L’armonia è tangibile, il livello alto, l’allegria diffusa.

Poi arriva la torta. Deliziosa e a piccole fette. Chi gusta un bis. Chi gusta il pasticcere, bello almeno come la torta. Auguri Simo!

Una replica a “Il compleanno della Simo”

  1. Non hai mai letto il mio libro “A dieta da una vita”? Ecco se hai bisogno di consigli, oppure sconsigli, li’ è tutto scritto

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