Quando passo da Beniamino (alle 7,30 da me comme d’abitude) io, di formazione umanista e frequentazione fashionista, faccio un tuffo in un mare diverso dal solito. No pizzo, no tacchi, no sfilata.

Per me PPP è il Pink di Pier Paolo Piccioli (che ha reso iconico un rosa quasi fucsia dove, in Valentino, se colore era, era rosso). Alla latitudine Piccone si tratta invece del Partenariato Pubblico-Privato.
Outsider da sempre, quando incontro roba sconosciuta ma interessante, mi metto in modalità carta assorbente. Tento di domare la timidezza, sgrano occhi e orecchie e prendo appunti (Marco, non stavo chattando con il telefono, ma tenevo traccia del tuo speach).
Sul sofà professori universitari, qualche studente (ma hanno già superato l’esame di Sistema Finanziario: non c’è conflitto di interessi), il favoloso

Riccardo Puglisi (questa volta tra il pubblico, rispettoso del relatore, ha sparato comunque qualche domandina appuntita. Tipo: la riforma della PA?… ), il serio ma un po’ sornione Giorgio Gobbi (Direttore della sede di Milano di Bankitalia), l’investitore Antonio Cavarero del Gruppo Generali, “Il Ragioniere” (la prossima volta indago, giuro, sul suo nome) brillante bocconiano che spiegò negli anni 90 ai compagni di corso cosa era la ragioneria (assolutamente incomprensibile nei libri di testo universitari) e a me dove fare immersioni a Ustica.
Tutti indossano pantaloni normali, camicie normali e scarpe normali.
Con questo caldo, in ufficio da me, gli uomini indossano pigiama pants in seta con sandali del nonno (quando il brutto si fa bello). I più eleganti ci buttano sopra una camicia in organza trasparente o un pizzo cordonetto.
Sulla poltrona di via Letizia invece, Marco Leonardi addirittura tiene la giacca (che ieri sera, con 37° alle 19 era prova d’ardimento).

Verso di lui ho provato quella simpatia immediata che mi capitò con Francesco Daveri (professore e economista appassionato, purtroppo scomparso, frequentato quando eravamo entrambi nell’Advisor board della formidabile DUDE): quell’intravvedere dietro un’apparenza pacata e ordinaria una luce intelligente e una conoscenza approfondita, ma non urlata, delle cose economiche. E anche un sottile interesse verso il mio mondo, la moda, che potrebbe, dai, essere interessante nel suo esotismo jaquard persino per i seriosissimi consiglieri della Presidenza del Consiglio.
Marco Leonardi, consigliere economico nei governi Renzi e Gentiloni, consigliere di Gualtieri, capo di un Dipartimento dal nome troppo lungo per essere ricordato nel governo Draghi, ha dato, durante il suo intervento a casa di Beniamino Piccone , qualche speranza ai giovani (relativamente ai salari) perché sono pochi (i giovani, oltre ai salari: la crisi della natalità rende la risorsa rara) e le aziende, che diamine, ad un certo punto dovranno ben pagarli se li vorranno portare a bordo.
I vecchi rimangono privilegiati e ben affezionati ai loro vantaggi (salari che non crescono ma sono abbastanza alti e pensioni retributive). Il salario minimo ha nemici diversi da quelli che l’uomo comune immagina (anche i sindacati hanno bisogno di difendere il loro potere) e, dato che le elezioni sono passate, ha poca chance di essere introdotto. La M4 sarà un salasso per il Comune di Milano. Con il Covid e la Pandemia siamo stati bravi. Dalla crisi 2020 ci siamo rialzati meglio che da quella del 2008. E cresciamo più di altri paesi europei.

Per quanto mi riguarda, mi porto a casa il libro Partita doppia (anche con una dedica supercarina che mi farà leggere le faticose pagine – è un saggio non un romanzo – con una certa scioltezza) e capisco che la M4 (che con i suoi cantieri mi complica la vita dal 2015) presto sarà un problema solo del Comune che dovrà pagare alti canoni per il suo funzionamento. Io sfreccerò in superfice oppure nel sottosuolo, nel colore BLU, nonostante – credo – sia stata costruita in modalità PPP.

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