Una nube (magra) sulla città

La Fede parte con il dry january. Tutto gennaio senza alcool. A dicembre ci abbiamo dato dentro: è tempo di espiare.

Laura ha passato le vacanze di Natale in una SPA a farsi massaggiare.

Giachi si è iscritto in palestra (lui deve mettere massa)

Angela parte con il Vacuum a infrarossi, che promette miracoli dalla vita in giù.

La Simo è già arrivata magra alle feste, avendo chiuso la bocca prima ancora che Don Carlo aprisse il sipario.

Io ho acquistato un bancale di tisana liquirizia/anice/finocchio. Ne bevo una tazza tutte le volte che mi viene voglia di uno spritz o di un risotto. Praticamente vivo con la tazza in mano.

A noi l’influenza, se riusciamo a non finire in ospedale, è caduta a fagiolo per aiutarci a non desiderare di alimentarci per almeno una settimana. La abbiamo ordinata durante i brindisi di capodanno, abbracciando semi nude sul terrazzo, amici che tossivano vista fuochi d’artificio.

Certo ci sono eccezioni. Silvia e Cote stanno facendo dieta a base di toma e spezzatino. Ma loro sono – magre – in montagna, dentro pile e tute da sci. Non sentono ancora gli effetti della nube che sovrasta Milano.

E non si tratta della tempesta nordica che sta perturbando il meteo.

Stanno per iniziare le sfilate. Ci vorremo mica andare con un tutone elasticizzato vero? Se la fashion week la facessero a Napoli, noi mangeremmo la pastiera e loro il tofu.

Abbiamo poche settimane per rientrare nel nostro abito preferito. E per salvare il nostro guardaroba, investimento e talismano che nessuna crisi potrà mettere in pericolo. Se non una crisi di fame.

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