Sono d’accordo con i latini, non bisogna esagerare. La medicina diviene veleno se le dosi eccedono.
Ma è anche vero che tutta la vita con il brodino tiepido mantiene il corpo ma fiacca l’anima. Almeno la mia, che ama il caffè bollente e il vino ghiacciato.

A me piace la media. Fatta di picchi e valli. Mi piacciono le stagioni che cambiano, con un freddo cane d’inverno, quello che ti ferisce quando esci dal ventre della metropolitana e l’asfalto che bolle in estate, che se ti cade la linguetta della coca cola la vedi sprofondare nel marciapiede.
Appena mi stufo del cappotto nero, so che presto arriveranno i sandali rosa.
Mi piace la città, con traffico, rumore, furore, teatri , lavoro, tram e tacchi. Appena prima di non poterne più e sognare la montagna con le pedule e il pranzo al sacco, o il mare con i piedi nudi e le silenziose passeggiate sulla battigia.
Che belle quelle cene in famiglia con mariti, figli, zii, nipoti rumorosi, tutti intorno alla tavola delle feste. Belle fino al momento in cui non riesci a scappare, infilare un paio di scarpe da ginnastica e correre sull’alzaia del Naviglio.
Adoro gli amici di sempre, solidi pilastri fin dai tempi dell’Università, fusione d’anime dalla giovinezza. Belli però gli incontri con gli sconosciuti, tutti da scoprire e che ci fanno raccontare noi stessi con parole nuove.
Il giovedì al Cineforum per vedere film d’essai. Poi però godimento supremo davanti all’Ispettore Barnaby, canale 38.
Che favola tornare all’Elba tutti gli anni, salutare il cameriere che già serviva i tuoi genitori, chiedere al bagnino Silvio come è passato l’inverno, comprare la stessa schiaccia nella stessa panetteria e la frutta buona solo dal camioncino sotto la pineta, che la colgono sull’isola, mica arriva dal continente.
Però che barba fare le vacanze sempre nello stesso posto! Ho voglia di nuovo, di inedito, di parlare un’altra lingua, di mangiare nuove pietanze.
Bello insegnare all’Università, ai migliori studenti della Cattolica. Certo che le Media sono un tuffo nell’inquietudine della trasformazione, nella macedonia delle razze, nel trionfo della tuta da ginnastica.
Mi piacciono le signore tutto cachemire del Poldi Pezzoli colte e piene di grazia zona uno (raro escano da aera C senza guida) , con cui andare per mostre e città d’arte. Ma anche i senzatetto dell’Opera Cardinal Ferrari che dormono sulla 90/91 e fanno polemica se la qualità della mensa non è all’altezza.
Probabilmente la virtù sta nel mezzo. Ma la vita sta dappertutto, possibilmente alternando gli alti e i bassi.

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