Se una mattina d’agosto un viaggiatore…

Capita, per strani giochi del destino, che quest’anno l’agosto lo si passi a Milano. Si sono fatte vacanze a luglio, si deve preparare parecchio materiale per settembre. L’idea della città tutta per me è eccitante.

Ho un ricordo (o forse un immaginario) in cui Milano era deserta, la farmacia di turno la si trovava sul Corriere, i ristoranti avevano giù la claire, le chiese avevano orario messe ridotto perché il parroco era in montagna in campeggio con i ragazzi.

Parto dalla fermata di Bisceglie. Alle 9, 30 l’omino del parcheggio (lo stesso che durante l’anno non alza la testa neanche se tutte le macchine del pagamento automatico implodono durante la design week) mi saluta. Dice proprio “buongiorno” come se mi conoscesse, guardandomi negli occhi. Quasi mi commuovo e gli chiedo come sta la famiglia.

Credo ci siano circa 34 gradi in strada. Nel vagone scendiamo a 18. Lo sbalzo termico mi fa dimenticare il calore del parcheggiatore. Maturo la coscienza di una incipiente polmonite. Dato che fuori si soffoca, gli avventori della metropolitana esibiscono nudità che neanche l’anticiclone Caronte può giustificare. Una singolare teoria di canottiere, l’una più brutta dell’altra (una anche con la cerniera – perché cari colleghi la avete disegnata?) fanno sfoggio su corpi che meriterebbero un poncho. Mi rendo conto che la canotta dopo gli otto anni non si può più portare.

Scendo a Duomo e scopro che la città non è deserta. Moltissimi turisti con gli occhi verso le guglie stanno friggendo sulla piazza.

Io ho un appuntamento a Palazzo Reale, con Anna Torterolo, storica dell’arte specialissima, conosciuta molti anni fa a Roma e mai dimenticata. La incontro perché la vorrei in squadra per il mio corso in Raffles Milano, ma la conversazione vola da subito a livelli siderali. Cattolicesimo e senso del sacro, sensualità e archetipi, perdita della trascendenza e arte mercificata. Tra Byron e Andy Warhol , di fronte a due caffè annegati nel latte freddo, non so come succede (di cose pratiche non si è praticamente parlato, le gestiremo con e mail,) credo lavoreremo insieme. Il sodalizio si cementa ammirando il Candelabro Trivulzio nella navata sinistra del Duomo, gigantesco capolavoro di oreficeria gotica, che i disgraziati turisti della navata destra non hanno modo di vedere..

Tento di prendere il metro in Piazza Tricolore, ma oggi la M4 è chiusa. Mi rendo conto che io e la M4 abbiamo un irrisolto. Sono forse 8 anni che mi tormenta con la fatica dei suoi cantieri e le promesse della sua apertura.

Prendo la rossa in san Babila. Più trolley e valigie che canottiere. Forse per vedere la città deserta devo aspettare la prossima settimana, gli ultimi milanesi la stanno abbandonando oggi. Oppure si tratta di turisti nuovi che stanno atterrando in centro per sostituire gli autoctoni.

Torno a Bisceglie. Il parcheggiatore non c’è più. La macchina del pagamento automatico mi chiede se voglio la ricevuta. Schiaccio NO. La stampa lo stesso. Come fa durante tutti i giorni di tutti i mesi dell’anno (ma perché me lo chiede allora se ignora il mio volere?) . I foglietti per terra delle ricevute inutili sono molto meno del solito. La città ha nuovi abitanti, ma non sono i pendolari.

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