Mi sono risparmiata i bilanci del 2024 (la contabilità potrebbe non rendere giustizia razionale al mio attuale irrazionale ottimismo per l’anno nuovo) , ma sono bella carica per il 2025.

As usual partiamo con la dieta, come ogni gennaio da che ho coscienza. Ma il modo in cui affrontarla (come hanno fatto anche quest’anno tre infingardi chili a infiltratisi senza autorizzazione nel mio sottocute?) cambia stile e dipende essenzialmente dai complici di cui riesco a circondarmi per l’impresa. Lo scorso anno eravamo molto Dry January: in ufficio pochi valorosi colleghi a secco di alcool per un mese si scambiavano languidi sguardi di sobrio martirio per arrivare come acciughe alla sfilata dell’uomo.
Da ragazzina avevo mia sorella come alleata di diete (dissociate, del minestrone, delle verdure crude, dello stesso colore, del pollo bollito) . Ma ora la gemella è maledettamente magra e non c’è più gusto a lottare insieme contro il pannicolo adiposo.
Quest’anno il piano non prevede la rinuncia a nessun alimento, ma il razionamento integralista delle porzioni: si cucina una mono porzione e la si divide in due. Vietato servirsi del bis, vietato accedere al frigo dopo che si è apparecchiata la tavola. Si consuma solo quello che è sulla tovaglia. Si lavano i denti mentre si sogna il dessert. A metà pomeriggio, quando desideri un panino alla porchetta, accendi il bollitore e ti fai una tisana. Fino a pochi giorni fa (sembrano millenni) eravamo a Lione tra paté, ostriche e formaggi. Si tratta di un passato da archiviare nell’anno scorso. Debosciato e bisesto.
Sotto lo sguardo virtuale del dottor Nowsaradan, io e Erri ci siamo pesati, con gravità e apprensione. Lo stesso hanno fatto gli amici (erano anche loro, disgraziati gourmand, a Lione seduti alle Halles Bocuse davanti alle planches di fois gras). Un numero chiaro e spietato è comparso sulla bilancia ed è stato inciso nella pietra (beh, insomma è stato scritto sulla lavagnetta della spesa) Solo alla fine del mese scopriremo se lo spirito è stato più forte della carne.
Sono sicura che gli altri buoni propositi (leggere di più e scrollare meno; fare solo commenti positivi e relegare al silenzio i giudizi negativi; non perdere il senso della responsabilità quando insegno; andare di più al cinema; non trascurare il blog; essere più ordinata; salvare il pianeta) saranno più facili della solita, stramaledetta dieta di inizio anno. Così funziona quando si vive una vita al limite. Buon 2025!

Lascia un commento