Milano a manetta

Benché si stia cadendo nel Blue Monday, io sono reduce da una settimana che mi è piaciuta assai. Giovedì con alcuni colleghi di Raffles Milano, accompagnati dalla magica Anna Torterolo (90.000 libri tutti raccolti in quel corpo minuto), abbiamo visitato la mostra “Il genio di Milano” alle Gallerie d’Italia.

La milanesità la si vede non solo nelle guglie del Duomo messe lì a portata di mano (e così guardiamo in faccia un San Giovanni scolpito per stare vicino al cielo e sceso all’ingresso delle gallerie, insieme alla sua aquila, per darci il benvenuto) o nei disegni del Codice Atlantico di Leonardo o nelle ciminiere delle periferie milanesi di Sironi.

Se vale l’idea che milanesi si diventa, che i forestieri (dalle maestranze nordiche della fabbrica del duomo, ai pittori fiamminghi amati da Federico Borromeo) messo piede a Milano ne succhiano l’essenza e ne restituiscono il senso, allora anche il veder l’una a fianco all’altra opere che provengono da tanti musei milanesi (dall’Ambrosiana, da Brera, dalla Gam, da collezioni private) mi rivela  la capacità di questa città operosa di tessere relazioni fertili quando c’è da dar vita a progetti belli.

E il tema delle relazioni come conoscenza è toccato dall’ Arcivescovo Delpini nel suo discorso per l’apertura dell’anno accademico in Cattolica.

Venerdì, durante una cerimonia impeccabile, sontuosa e sobria ad un tempo, ascoltiamo una invettiva contro la banalità, un invito all’approccio umanista nello studio delle scienze, un desiderio di Università come incontri dei saperi.

Me ne torno a casa in metropolitana con il cuore gonfio e la mente piena di pensieri. I cantieri della M4, che in Sant’Ambrogio non sono ancora terminati, non so come mai, oggi non mi danno fastidio.

Sorrido a due alpini che fanno volontariato al Tempio della Vittoria. Ho ancora negli occhi le toghe dei rettori, il profumo di incenso della Basilica, il rigore e il respiro dell’intervento del Magnifico Rettore Elena Beccali.

Quest’anno il Blue Monday non mi tocca. Il Genius Loci di Milano mi protegge.

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