Se Power Point è agli sgoccioli e Perplexity si mangia Google

Mentre la mia storia di amore e odio con Power Point continua quasi come se fossi ancora una neofita alla scoperta delle sue nuove funzioni, scopro che si tratta ormai di un programma con i giorni contati. Le presentazioni le faremo tutte con Canva.

quando a Parigi c’era il Drugstore

Googolando per scoprire come si fa a chiamare il servizio clienti del Dyson (io a Google chiedo anche se nel risotto con i funghi va il parmigiano) leggo che il mio motore di ricerca preferito diventerà una reliquia e che domani useremo solo Perplexity.

Mi pare come quando vai con nostalgia a vedere la tua stanza di studente a Parigi e scopri che è diventata la sala macchine dell’ascensore, che il DrugStore dove hai cenato a mezzanotte (e ti sembrava il massimo dello chic quando a Milano i ristoranti chiudevano la cucina alle 22,30) è diventato un negozio Armani. Chi ha autorizzato Parigi a cambiare il paesaggio emotivo a cui ti eri affezionata?

Come quando il mercato coperto di via Washington è diventato un Bingo. Sono ancora arrabbiata ed è passato un secolo.

Come quando (sempre Re Giorgio, né?) al posto di  De Padova è arrivato Armani Casa.

Come quando hanno chiuso i Gemelli in Corso Vercelli.

Come quando hanno cambiato l’albero di Natale Swarovski in Galleria. E tutti quelli che sono  seguiti ci sono parsi succedanei usurpatori. Ha fatto peggio per la reputazione di Gucci quell’albero senza poesia del 2023 che la gestione priva di stile degli uffici stile negli ultimi tre anni.

Allora penso che Power Point mi fa dispetti fin dal nostro primo appuntamento e che tutte le sue proposte grafiche mi paiono tamarre con quegli sfondi degradé, con quelle linee asimmetriche, che va a finire che uso solo lo sfondo bianco e i caratteri neri.

E Google che manda una lettera ai dipendenti annunciando settimane lavorative di 60 ore? Depositerò un fiore sulla sua tomba, senza troppi rimpianti.

E me ne vado leggera, ignorando questo eterno presente senza radici e senza futuro, tenendomi il mio passato e reinventando il mio domani.

Se fossi un dipendente di Google, manderei un CV a Perplexity. Da parte mia, do un’occhiata a Canva.

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