Io e la Simo discutevamo la scorsa settimana a proposito di Milano e degli articoli che il Sette del Corriere della sera dedica alla nostra città per mano (penna) di giornalisti tanto prestigiosi quanto amari. De Bortoli, Verdelli…

Possibile che quello che leggiamo su queste pagine che stillano rimpianti e malinconie sia veramente il ritratto di Milano? Non è che la città merita un ufficio stampa un po’ più vispo? Non un piazzista della Milano da bere intendo, né della gintoneria (caro case, traffico, criminalità minorile, panini a 14 euro, 4 colloqui per uno stage li vedo pure io) , ma una penna che veda anche il futuro e non solo rimpianga il passato (già Cicerone si lamentava ai suoi tempi ‘o tempora o mores’) sarebbe utile almeno al nostro buon umore. Arrivati a una certa età tutto quello che ci succedeva a vent’anni ci pare sempre meglio di quello che ci succede a ottanta.
Cosi vi racconto il mio dicembre a Milano.
Il venerdì tutti in metropolitana indossano scarpe da ginnastica. Di solito al venerdì c’è sciopero dei mezzi. Sempre per motivi sacrosanti, però noi siamo sempre a rischio. Sai quando parti ma non sai se dovrai camminare quattro chilometri per tornare a casa. Di solito la rossa non tradisce. Della gialla io diffido sempre. La blu (forse perché la guida un robot?) è quasi sempre attiva, ma se non devi andare a Linate ti interessa poco. In ogni modo abbiamo tutti le sneakers pronti a vedere chilometri di vie che di solito percorriamo sottoterra. Io ho scoperto che via Inganni e la via più lunga del mondo ed è anche parecchio bruttina.
Tra fine Novembre e Dicembre hanno inaugurato l’anno accademico la Cattolica e la IULM. Alla prima cerimonia mi sono innamorata del maestro Muti (ha tenuto una lectio magistralis con la sua orchestra sul Don Giovanni che ha mescolato maestria, ironia e fascino a una musica che ci ha trasportato in paradiso benché si suonasse l’inferno) ma mercoledì lo ho tradito con Monsignor Rocca che ha raccontato alla IULM i tre fogli del codice Atlantico di Leonardo che escono dall’Ambrosiana per andare in Università dove rimarranno fino a marzo. Un argano, una macchina per volare, uno studio della luce. Raccontati da Monsignor Rocca riempiono il cuore di entusiasmo e voglia di sperimentare e sbagliare e scoprire.
Docenti togati, prof a contratto, studenti, tutti a godere e a sentirsi parte di un momento specialissimo. Due magnifiche rettrici, la Beccalli e la Garavaglia, a guidare due università diverse e bellissime.
Mentre vado a fare lezione al master di Raffles Milano, vedo che stanno piantumando corso Buenos Aires. Alberi e arbusti che questa primavera renderanno ombrosa la via dello shopping. Forse ci vorrà qualche anno perché quegli alberelli prendano vigore ma insomma, vedere un po’ di verde in centro mi mette allegria,
L’albero di Natale in Galleria è orribile. Ma serve a farci rimpiangere quello meraviglioso di Swarovski. In compenso la vetrina di Marchesi vale la gita in Galleria, con la torre Velasca e il Duomo di pan di zenzero.
La Prima diffusa la ho vista nel cinema teatro Agorà di Robecco (appena rimesso a posto) ma negli anni scorsi la ho vista al carcere Beccaria con Silvia, al Dal Verme con Lidia, al cinema Cristallo di Cesano Boscone da sola perché nessuno era riuscito a venire. Che bello che tutti possiamo discutere e appassionarci a un’opera russa di Shostakovich. Le signore si mettono un po’ eleganti, non troppo ma qualche brillantino ci sta, anche se siamo al cinema, perché il 7 dicembre e sempre il 7 dicembre.
A me la città questo dicembre è sembrata proprio bella. C’era Leonardo da Vinci alla Barona e la prima della Scala dappertutto. La morte di Ornella Vanoni ci ha regalato Milano in musica con la sua ammaliante malinconia ma anche la sua ironia, il suo sorriso, il suo fascino.
56 anni fa una bomba esplodeva in Piazza Fontana. Forse era bello avere vent’anni ma Milano era grigia e succedevano tante cose che non vorremmo mai rimpiangere. Vedo molto futuro negli occhi degli studenti che affollano le classi delle scuole milanesi. Affiderei alle loro penne il racconto della città.

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