A me delle Olimpiadi piace incontrare gli atleti in metropolitana al pomeriggio. E i volontari al mattino.

Mi piace vedere il logo di Milano Cortina sui sacchetti della Rinascente e la faccia della Golgia che mi occhieggia un po’ dappertutto vestita EA7.
Mi piace la pubblicità di Airbeb in cui gli host parlano del loro quartiere, con un tratto che pare disegnato a mano sulla neve.

Mi piace il pezzo della cerimonia di apertura dedicato ad Armani, elegante e regale con le musiche di Stefano Fontana.
Mi piace Mattarella che arriva in tram con Valentino Rossi. Mattarella mi piace anche tifoso super preparato sulle piste. Roba da farlo direttore di Rai Sport dove farebbe un figurone.
Mi piace che la voce registrata in Cadorna, a Pagano, in Duomo segnali gli scambi per raggiungere gli stadi del ghiaccio. Meglio di quella che ci allerta della presenza dei pickpocket.
Mi piace il pattinatore Ilia Malilin, anche se è caduto e non ha vinto l’oro. Anzi forse lo abbiamo amato ancora di più per questo.
Mi è piaciuto che il Brasile abbia vinto un ossimorico oro sulla neve a suon di samba grazie a Luca Pinheiro.
Mi è piaciuta la Brignone nel superG e non devo spiegare perché.
Non mi piacciono tutti gli stand troppo invadenti in piazza Duomo e in San Babila che alterano la bellezza della città (forse in San Babila non è cosi grave: sembra la piazza del cantiere M4 con cui abbiamo convissuto per 10 anni) , ma lo dico a bassa voce per non far soffrire la mia amica Cristina che lavora per Milano Cortina (ad ogni polemica, dal bambino lasciato per strada alla cabinovia sulla frana, dai lavori in ritardo, alle misure del campo da Hockey ho pensato a lei con un brivido nel cuore).
Milano, contro ogni previsione, mi è sembrata meno trafficata e più a piedi del solito.
Se dio vuole, la cerimonia di chiusura la fanno a Verona. Così gli amici in area rossa vicino a San Siro potranno affacciarsi alla finestra e uscire di casa. E quelli con il motorino riappropriarsi della corsia preferenziale della 90 / 91.
Tra pochi giorni la stazione di Pagano sarà solo la stazione di Pagano. Ma ormai per me rimarrà il ricordo della voce che poteva portarmi all’Ice park delle Olimpiadi.

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