Settimana Santa: istruzioni per l’uso

E’ un po’ che vorrei scrivere qualche cosa sulla bellezza di avere un calendario che non ci faccia sembrare la vita tutta uguale, che non si giochi solo sui ritmi dei saldi o delle weeks di Milano (la moda di Milano… che fastidio) tra fashion week, design week, wine week, beauty week.

Qualcosa di più potente delle aperture domenicali dei centri commerciali o delle iniziative primaverili del FAI (che per altro mi piacciono assai), meglio di Books City e del mio abbonamento a Teatro, meglio della fioritura delle magnolie (una sorta di Sakura di importazione) e della settimana bianca.

Si tratta dei tempi delle religioni, che vanno in sintonia con i ritmi della natura e quelli della nostra anima. Quest’anno la Quaresima si è sovrapposta al Ramadan. Quasi che le stelle ci suggerissero una armonia che non trovavano in terra.

Questa è la Settimana Santa, quella di Passione, quella prima di Pasqua, quella in cui da bambini facevamo un fioretto e una rinuncia (no cioccolato, no caramelle, no televisione) per poi mettere in una busta il nostro sacrificio – in monetine – e darlo per i poveri il giorno di Pasqua.

Qui qualche suggerimento (a noi ormai troppo adulti, troppo cinici, troppo disillusi) per fare di questa settimana qualche cosa di un po’ speciale.

Se passate di fronte a una chiesa, correndo al lavoro, andando a pilates, entrate un attimo. L’odore di incenso, quella penombra (mentre fuori il sole è così luminoso e esagerato in questi giorni a Milano), quella calma, quell’altare spoglio sono commoventi. Ci si accorge di avere un’anima. Che va al ritmo del nostro respiro.

Ascoltare “Venerdì Santo” di Guccini. Non so se vale solo per chi è nato nello scorso millennio. Oggi provo con il Fede e vedo se funziona anche con lui. Ma quella frase “muore il Signore e tu muori amore tra le mie braccia” ha dentro quell’amor sacro e quell’amor profano che tanto ci riguarda.

Leggere (o forse ancora meglio cercare un attore su you tube che lo legga per noi) ” la donna de paradiso” di Jacopone da Todi. Una delle poesie più belle che mai siano state scritte. E questa vale in qualunque secolo siate nati. Da dedicare a tutte le madri che in questi mesi piangono i loro figli trucidati dalla guerra.

Evitare le feste la sera del Venerdì Santo. Se lavori nelle PR trova un altro giorno, dai. Se è il tuo compleanno, festeggia a Pasqua o a Pasquetta con una bella grigliata. Avrai doni e pure uova di cioccolato.

Chissà che questa settimana (orribile nel passato per gli attori che non potevano recitare e facevano la fame mentre le chiese si tingevano di viola, colore ancora oggi menagramo in teatro) ci dia invece l’occasione di essere più sobri per un attimo, più attenti a quelli che soffrono, più in sintonia con la nostra anima e con la natura.

Buona Pasqua

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