Invece di stelle ogni sera si accendono parole

Quando eravamo bambine in piazza Fontana c’erano le telerie Ghidoli, dove la mamma comprava le tende e le tovaglie a misura. Sotto i portici c’era il Bar Commercio. Alla Rinascente un intero piano dedicato a pigiami e intimo. E al Camparino le più buone, così ci pareva, cipolline sotto aceto.

E soprattutto c’erano in piazza del Duomo, sulla facciata di palazzo Carminati, un sacco di scritte pubblicitarie luminose. Io ricordo la donnina che batteva a macchina, mi piaceva più di tutte. Soprattutto d’inverno, con la nebbia. Che faceva molto più Natale dell’albero.

Milano | Duomo - Quando palazzo Carminati sembrava Time Square - Urbanfile  Blog

A quella piazza e a quella città fa riferimento la meravigliosa poesia di Umberto Saba

Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece di stelle
ogni sera si accendono parole.

Nulla riposa della vita come
la vita.

A questa poesia rimanda il titolo di questo blog, che parlerà della vita, leggera come la nebbia e pesante come le pietre. In una città metafora del mondo

2 risposte a “Invece di stelle ogni sera si accendono parole”

  1. Quella donnina che batteva incessantemente a macchina su nastri Kores era la mia passione. Ogni sera, dopo gli allenamenti di atletica, dall’Arena arrivavo fino in Duomo per prendere la metro che mi avrebbe riportato ai bordi della città. Ferma in piazza, rivolgevo una preghiera laica alla donnina della Kores, che ai miei occhi era quasi una seconda Madonnina. Forse proprio il simbolo di quell’operosità tutta milanese che ci faceva sentire un po’ il motore del mondo.

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  2. Ciao, ho fatto in tempo a vedere da bambino Palazzo Carminati con le insegne prima che la giunta Albertini decise di rimuovere le insegne nel 1999 🙂

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