Quando eravamo bambine in piazza Fontana c’erano le telerie Ghidoli, dove la mamma comprava le tende e le tovaglie a misura. Sotto i portici c’era il Bar Commercio. Alla Rinascente un intero piano dedicato a pigiami e intimo. E al Camparino le più buone, così ci pareva, cipolline sotto aceto.
E soprattutto c’erano in piazza del Duomo, sulla facciata di palazzo Carminati, un sacco di scritte pubblicitarie luminose. Io ricordo la donnina che batteva a macchina, mi piaceva più di tutte. Soprattutto d’inverno, con la nebbia. Che faceva molto più Natale dell’albero.

A quella piazza e a quella città fa riferimento la meravigliosa poesia di Umberto Saba
Fra le tue pietre e le tue nebbie faccio
villeggiatura. Mi riposo in Piazza
del Duomo. Invece di stelle
ogni sera si accendono parole.
Nulla riposa della vita come
la vita.
A questa poesia rimanda il titolo di questo blog, che parlerà della vita, leggera come la nebbia e pesante come le pietre. In una città metafora del mondo

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