Un paio di settimane fa sono andata al Poldi Pezzoli (casa museo quintessenza della milanesità, nonché mio rifugio di bellezza) per vedere il polittico agostiniano di Piero della Francesca, ricomposto dopo oltre 500 anni grazie all’impegno del Museo meneghino e ai prestiti dei musei di New York, Washington, Londra, Lisbona che hanno consentito, per la prima volta nella storia, di riunire in Italia gli otto pannelli dispersi.

Mi parte una riflessione sul genius loci e sul legittimo nido dove dovrebbero stare le opere d’arte.
Il polittico è stato tutto insieme in Italia, dopo essere stato realizzato, non più di 100 anni. Per altro non sempre nella chiesa per cui era stato commissionato (gli agostiniani si erano poi trasferiti, portando il polittico in una diversa chiesa non abbastanza grande per ospitare tutta quella struttura trecentesca in cui avevano voluto costringere il moderno Piero).
Quindi gli otto pannelli che oggi ammiriamo in via Manzoni grazie all’idea della direttrice Alessandra Quarto sono stati parte integrante della vita dei collezionisti e poi dai pubblici della Frick collection di New York o della National Gallery di Londra, più di quanto non lo siano stati per i fedeli di Borgo San Sepolcro.
Così capita, come ai brand o alle nostre vite, che il legittimo posto non sia dove lo abbiamo immaginato o dove da manuale ci parrebbe di doverli collocare.
Disegniamo una brand strategy, ci impegniamo nella definizione della identità della marca e poi il nostro prodotto parte senza la nostra autorizzazione e si rende fertile in campi che non avevamo previsto, a volte in aree che abbiamo evitato, scartato, fuggito. Confezioniamo capi pensando alla Swinging London e li scopriamo indossati da hooligans. Ci ispiriamo al cinema di Antonioni e vendiamo ai rapper. Disegniamo per lo sport e ci ritroviamo sul palco di un concerto.
Così dobbiamo prendere atto che anche se Piero ha dipinto per gli agostiniani (e lo ha fatto in un polittico), il suo lavoro è diventato parte viva altrove, smembrato, per i visitatori della Frick, vista central park, che hanno familiarizzato con San Giovanni o per quelli del Poldi Pezzoli abitato dal suo San Nicola. O a Londra, dove c’è la mia pala preferita, quella di San Michele, con spada e testa mozzata del drago. Nati per stare insieme, uniti dal cielo azzurro nonostante le cornici d’oro a separarli, i santi hanno preso strade diverse, fatto vite autonome, vissuto esperienze variegate, appesi a pareti di collezionisti, di gallerie, di musei nazionali. Ora, per un paio di mesi, si ritrovano in vacanza in Italia, tutti insieme, ma pronti a tornare presto a casa dove li aspetta la vita vera, quella per cui non erano nati ma che è successa.

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