La cura, da piazza Lavater a Strasburgo

Lunedì scorso, incuranti della pioggia battente ma con un freddo che ci faceva tremare come foglie (il riscaldamento del pianeta quest’anno a Milano ha fatto pausa), quattro femmine, che si conoscevano appena, si sono incontrate per un aperitivo al God save the food di piazza Lavater.

Il trait d’union che ci porta in questa serata da Transilvania a vincere la tentazione divano è Elena Sacco, vulcanica mantide che tesse fili e tele per tutta la città. Siamo a pochi metri dalla scuola Raffles Milano (qui io, Elena e la moda abbiamo il nostro punto di contatto). In metrò arriva Federica Brunini (giornalista e viaggiatrice con lo zainetto – metaforico – già pronto per la Bretagna) e in auto, in ritardo causa rogna in Comune, ma sorridente e piena di riccioli, Diana De Marchi, consigliere comunale e presidente della commissione pari opportunità.

Siamo allegre nonostante sia lunedì. Nonostante piazza Lavater sembri la Cambogia, nonostante ci sia il derby.

Succo di pomodoro (nessuna prende alcolici?) e parecchie tapas (quindi questa sera la resistenza alla calorie vale solo per i liquidi?).

Federica (deformazione professionale) praticamente ci intervista (chi sei? cosa fai? come è successo? ti registro!) ma con grazia e sincera curiosità, cosicché l’interrogatorio è addirittura divertente.

Ha una teoria sulla capacità curativa delle relazioni. Proprio nel senso pratico, fisico. Essere parte del paesaggio dei tuoi cari, essere controllato dai tuoi vicini, avere qualcuno che si accorge di te, ti allunga la vita. Così partono i nostri aneddoti a sostegno della sua tesi: il neo invisibile sotto il piede di Diana detectato dall’estetista e eliminato dal chirurgo, il mio basalioma intercettato dal massoterapista e rimosso dal dermatologo.

Parliamo di cohousing, di intimità e spazi comuni, di progetti urbanistici e organismi di coordinamento.

Siamo di quella generazione che quando passa la cura di Battiato alla radio, alza il volume a palla. Di quelle che con le amiche hanno girato il mondo, che hanno imparato a viaggiare da sole, sapendo che farlo in compagnia è meglio.

Poi si scivola verso le elezioni Europee. Come sono le liste? chi possiamo immaginare a Strasburgo? Come funziona il mix ideale dei passeggeri del bus per il Parlamento? Mentre ordiniamo un secondo giro, come se giocassimo al Monopoli, io faccio la strategia della campagna elettorale, Federica cura immagine e promozione, Elena sta già tessendo le sue tele.

Dal tavolo vicino un ragazzo ci scatta una foto. Chi sono queste donne che si sono trovate complici per caso in un sogno che ci proietta dalle cure dei nostri quartieri a quelle degli stati d’Europa? Che parlano della nuova caffetteria di Raffles Milano con entusiasmo imprenditoriale e del concetto di Iconicità da inserire in un corso di studi? Delle esperienze di turismo a tema per viaggiatrici singole e del come ti possa capitare un amore come si deve quando meno te lo aspetti? E Marsiglia? E le notti dell’Innominato? …

Il prossimo aperitivo lo beviamo al Mickey Mouse cafè, 3 piano, vicino all’emiciclo del Parlamento europeo. Oppure a casa di Elena. E allora saranno comunque bollicine.

Una risposta a “La cura, da piazza Lavater a Strasburgo”

  1. Avatar Miryam Fogagnolo
    Miryam Fogagnolo

    la vera amicizia femminile non ha limiti di sogno ed ostacoli!

    Piace a 1 persona

Scrivi una risposta a Miryam Fogagnolo Cancella risposta