Vita da Bomber

A luglio, sulla spiaggia di Brighton, con il sole tiepido che ci scalda il viso e molte chiacchiere divertenti con i compagni di scuola, Gennaro mi guarda sorridendo e dice “vita da bomber“.

Gennaro sorride, lui è la nostra social butterfly

In effetti siamo in Inghilterra per una vacanza studio da adulti, due settimane alla St Giles. Intorno al tavolo una mezza dozzina di stranieri, chi dalla Svizzera, chi dalla Francia, chi dalla Slovacchia, che chiacchierano e ridono. Io sono tra questi.

Che lavoro fai?” (alcuni prof di lingua o ingegneria, un po’ di marketing, qualche compagnia aerea…)

“Quanto ti fermi in Inghilterra?” (2 settimane, 5 settimane, 9 settimane addirittura)

Dove abiti?” (family accomodation per praticare l’inglese anche a cena o residence per essere vicini alla scuola…)

Cosa facciamo nel week end?” (Cambridge? Greenwich? Londra no che c’è la finale degli Europei e ci sono ubriachi in giro sin dal mattino)

“Conosco un bar dove si beve il migliore espresso della città” (ci andiamo tutti i giorni prima della scuola, Ralf me lo mostra dato che prede il bus 27 come me)

Se vuoi sentirti a casa si va al VIP al capolinea degli autobus” (in effetti io ci vado la domenica a mezzogiorno, e mi godo tutti gli stereotipi italici, compresi biscotti del Mulino Bianco sugli scaffali)

Io faccio i compiti in Biblioteca, vieni con me?”(in biblioteca ci vengono solo le femmine)

Giovedì ho organizzato un bowling...” (alla Marina, poi si cena fuori)

Ho trovato un pub dove possiamo vedere Wimbledon, che oggi c’è Sinner”

Gennaro, svizzero di origini italiane, è stato un calciatore di serie A, prima che un infortunio (a volte gli infortuni sono un colpo di fortuna) gli facesse prendere altre strade. Lui sa che cosa è una vita da bomber.

Ed incredibile, la stiamo vivendo anche noi, pur non sapendo tirare un calcio alla palla.

Quindi ecco che cosa è una vita da bomber

  • è un periodo limitato nel tempo (5 anni? 2 settimane?)
  • è un momento senza responsabilità (no figli, no famiglia, no lavoro, no casa): devi solo giocare a calcio (o fare i compiti di inglese) e arrivare puntuale agli allenamenti (o a scuola)
  • ti senti ricco (l’ultima volta che sei andato a scuola vivevi di sola paghetta, con ghiacciolo all’anice e focaccia in cartella. Anche la pizzeria qui ti fa sentire Paperon de Paperoni se ci vai dopo la scuola).
  • è un concentrato di libertà e nuovi incontri, di locali e passeggiate da flaneur

Così come un piccolo branco di pesci che si assottiglia e si rimpingua a seconda degli orari, dei cambi lezione, dei nuovi arrivi, guidati dalla nostra social butterlfy (chissà se senza Genna avremmo gustato lo stesso sapore bomber in questa London on the beach) viviamo la nostra vita sospesa e frizzante, il tempo giusto, appena prima di avere nostalgia della nostra casa, della nostra famiglia, della nostra terrena, impegnativa, dolce, vita da travet.

Una replica a “Vita da Bomber”

  1. Avatar Gennaro Frontino
    Gennaro Frontino

    Grande Patrizia! Brava e Grazie…. saluti da Zurigo. E finita la vita da Bomber 😉

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