E’ un patto tra me e Erri. Quest’anno niente autogrill, niente auto, niente stress.

Si fanno solo vacanze in moto, si beve il caffè prima di partire al bar sotto casa, con la app Fuoricasello, quando è ora di pranzo, usciamo dall’autostrada e ci regaliamo una pausa in una trattoria gourmand. No alla Rustichella di gomma al prezzo del Fois Gras, voglio a quel prezzo almeno una tagliatella tirata a mano. Si parte di martedì che non c’è traffico. Si parte dopo le 10 che non c’è neanche l’ora di punta delle anime in pena che ancora lavorano ad agosto. Si sopportano poche ore di autostrada per poi percorrere ad andatura lenta la Val D’Orcia, sentendo il profumo della Toscana.
Il primo compromesso è sul mezzo di trasporto. Impossibile affrontare le vacanze in moto con il caldo torrido che, se sembra insopportabile in città, sulla Milano – Bologna rischia di diventare la griglia su cui abbandonare i nostri corpi esanimi. Si prende l’auto. Vabbè dai, sono sempre vacanze.
Si fa il pieno appena finito lo sconto delle accise. Non guidando un furgone diesel il saving Rustichella ce lo siamo già giocato con il rifornimento di benzina. Pazienza, dai siamo in vacanza.
Dopo circa 20 km Erri ha un dubbio: abbiamo chiuso casa? Si ricorda di aver messo l’allarme ma non visualizza la sua mano che gira la chiave nella toppa. Non visualizza. Ci fosse una cartomante nelle vicinanze farei visualizzare a lei. Ci fosse un codice civile visualizzerei le norme di convivenza matrimoniale (nella buona e nella cattiva sorte, forse questa inversione a U sulla Baggio fa parte di quei casi in cui devi tenere duro). Io visualizzo la mano di Muzio Scevola sul braciere ma mi domino. Torniamo indietro, parcheggiamo con le 4 frecce, corro di sopra e scopro che la porta era chiusa. Vabbè dai, ora si va in vacanza.
Tra benzina e dubbi della serratura un’oretta è andata. Forse non pranzeremo verso Firenze, ma dalle parti di Bologna. Che differenza fa? Nel mio pensiero sostituisco la bistecca con lo squacquerone. Siamo in vacanza!
Appena prima di Parma il navigatore ci suggerisce di uscire dall’autostrada. Non per il pranzo (non è così intelligente) ma a causa di un incidente. 6 km di coda in aumento. Rientriamo a Modena e In un modo o nell’altro siamo fermi e incastrati nel traffico fino alle 15, quando decidiamo di entrare (insieme a un altro milione di disgraziati in coda) in Autogrill e mangiare una Rustichella. Nei ristoranti Fuori Casello ormai le cucine saranno chiuse e staranno lavando i piatti.
Io con l’autogrill ho la relazione che Catullo aveva con Lesbia. Nel senso che lo odio.
Un avventore chiede un cappuccino da consumare al banco e uno da portare fuori. Quello da portare fuori nel bicchiere di carta costa 4 euro, mentre quello in tazza solo 2 euro. Scontrino sbagliato. Niente da fare. Ma mi chiedo: quel basico e orrendo bicchiere puoi farlo pagare 2 euro? Puoi fare due prezzi diversi per un cappuccino a seconda di dove lo versi?
La cassiera mi chiede se voglio la miscela arabica. Questa volta non mi frega. Voglio quella standard che già costa un botto. Vado al banco e scopro che la cassiera ha battuto due caffè anziché uno. Posso prendere a compenso dell’errore di battitura una bottiglia di acqua se non voglio avere la tachicardia e farmi due tazze. Sento il karma della miscela arabica che mi insegue.
Ma poi un po’ lo amo, il maledetto autogrill. Di un amore tossico. Mi cattura come una pianta carnivora. Cado tra le sue spire.
Il reparto libri è invitante (incredibilmente!), con un bel display. Con un mix di best seller e di classici. Anche la pubblicità con la 500 carica di libri è carina.
Saluto la consueta noce di prosciutto al pepe (mio sogno proibito da quando ero piccola, mai esaudito) e tutte le confezioni giganti di Chupa Chups, Ringo, Marshmallow che segretamente desidero (mi illudo che non si tratti solo di packaging, ma che davvero ci sia un lecca lecca grande come un pallone da calcio o un biscotto lungo come una lancia da torneo medievale) .
Vendono anche le carte di UNO! Questo è geniale. Ne compriamo l’ennesimo mazzo da lasciare a casa anche il prossimo anno?

Hanno fatto persino una sezione con la Jeanseria di Carrera con prodotti semplici ma di qualità (bermuda, denim, impermeabili, tutti ben piegati e accessibili).
Meglio delle polo stropicciate di Kappa a 12 euro che mi sono sempre sembrate uno special make-up adattissimo ad affondare un brand.
Autogrill, My Chef, Sarni… alla fine ce li siamo fatti tutti gli odiosi autogrill, dai colori esagerati, dai prodotti ingannevoli, dai prezzi gonfiati e scontati.
Grazie al cielo la Val d’Orcia ci ha disintossicato con vini prelibati, piatti gustosi e paesaggi dai colori che erano una poesia.


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